Caratteristiche e rischi dei Titoli di Stato: come scegliere ?

Un potenziale investitore in titoli di Stato, dovendo scegliere tra diverse alternative, dovrebbe in primo luogo considerare attentamente le caratteristiche tecniche.

La Durata

Prima fra tutte la durata, verificando che essa sia in linea con il proprio orizzonte temporale (soggettivo) di impiego del capitale. Infatti, lo scostamento tra questi due periodi tende ad esporre l’investitore a maggiori rischi e al pagamento di maggiori costi accessori che possono deprimere la performance dell’investimento (esempio: BoT continuamente rinnovato).

Rendimento atteso

Una volta che l’investitore ha selezionato alcuni titoli in base alla durata più congrua al suo orizzonte d’investimento, deve domandarsi qual è il rendimento atteso delle diverse alternative di investimento e procedere al relativo calcolo.

Va però precisato che, pur essendo titoli a reddito fisso, in alcuni casi, non sempre il rendimento è prefissato o è definibile in modo esatto a priori.

E’ il caso dei titoli indicizzati, come i BTp€i, il cui rendimento dipende da un parametro il cui valore è noto solo in un momento successivo all’emissione. Inoltre, va aggiunto che il rendimento può essere incerto anche nel caso in cui il titolo venga venduto prima della scadenza, cosa a cui fanno meno attenzione gli investitori inesperti.

Profilo di rischio

Dato che questi titoli non comportano certezze assolute, con riferimento a durata e rendimento, è necessario che, durante la scelta, l’investitore tenga conto anche dello specifico e distintivo profilo di rischio, in altre parole, deve considerare l’incertezza cha grava sui rispettivi flussi di cassa attesi ed individuare quali fenomeni potrebbero falsificare i calcoli di convenienza effettuati prima dell’investimento. Vediamone alcuni:

  • Rischio di reinvestimento: si assume soprattutto nel caso di investimento in titoli che pagano cedole periodiche, ma anche in titolo zero-coupon a breve durata, data l’esigenza di reinvestimento e l’incertezza circa le condizioni di reimpiego;
  • Rischio di prezzo: più significativo per i titoli a tasso fisso, dato che quelli a tasso variabile, attraverso il meccanismo di indicizzazione, consentono di ottenere rendimenti tendenzialmente in linea con quelli di mercato, nonostante siano molto difficili da prevedere al momento della scelta;
  • Rischio monetario: ricollegabile alla perdita di potere d’acquisto della liquidità investita durante il periodo di investimento, nel caso in cui il tasso d’inflazione sia superiore al rendimento del titolo. Come detto, dipende primariamente dalla durata e dalla presenza, o meno, di un meccanismo di indicizzazione riferito ad un indicatore del livello dei prezzi.

Conclusione

Concludendo, solamente tenendo in considerazione contestualmente sia il profilo di rischio sia quello di rendimento, l’investitore può scegliere al meglio, sapendo che l’appetibilità di uno strumento è condizionata sia dalla strategia di investimento soggettiva che dall’andamento dello scenario macroeconomico. Saranno questi ultimi due gli elementi qualificanti a guidare le scelte dell’investitore, dato che non esiste un titolo sempre e in assoluto preferibile rispetto ad altri.