Meglio Bot o Pronti contro termine ?

I Pronto contro termine sono operazioni finanziarie che consento all’investitore di acquistare dalla controparte (es. banca) a pronti un determinato sottostante (titoli, valuta obbligazioni) e rivenderlo a termine allo stesso venditore (banca) ad un prezzo fissato.

L’investitore, in parole povere, deposita i propri soldi vincolandoli (solitamente da 1 a 3 mesi) senza possibilità di estinzione anticipata.

Il rendimento viene indicato al momento della sottoscrizione e consiste nella differenza tra il prezzo d’acquisto e quello di vendita.

Il sottostante può essere costituito da titoli di stato, valuta ed anche obbligazioni. In quest’ultimo caso il rischio dell’operazione è sicuramente superiore. Si possono trovare anche tagli di sottoscrizione intorno ai 1.000 euro effettuando operazioni online.

Sui proventi delle operazioni pronto contro termine si applica da parte degli intermediari una ritenuta fiscale del 12,50 % a titolo d’imposta per la persona fisica non esercente attività d’impresa.

Numerose sono le differenze tra BoT e Pronti Contro Termine che possono essere vagliate dal risparmiatore prima di scegliere l’investimento più adeguato alle proprie necessità.

Vantaggi e svantaggi

I pronti contro termine in generale offrono un rendimento più elevato ma non vi è possibilità di estinzione anticipata dell’investimento. I BoT, al contrario, possono essere comprati e venduti anche sul mercato secondario.

I pronti contro termine con sottostante obbligazionario presentano un rischio più elevato derivante dall’eventuale default all’intermediario finanziario che ha promesso il riacquisto dei titoli a scadenza. Per quanto riguarda i BoT, lo Stato rappresenta la loro garanzia di solvibilità.

Un altro fattore da tenere bene in mente è la tassazione: per entrambi gli strumenti finanziari l’imposta è al 12,50 % e i pronti contro termine sembrano siano stati creati proprio per eludere la tassazione del 27 % previste per i normali conti correnti.